Finalità

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LA VISION E LA MISSION DELL’ISTITUTO


La Vision di quest’Istituzione scolastica intende ottemperare a che questa scuola, unico prototipo nel quartiere Scampia di un completo sistema di istruzione, educazione e formazione a riguardo del I ciclo, rispetto ai vari comparti ordinamentali che lo compongono, assolva il proprio mandato istituzionale e costituzionale in linea con la coniugazione ad intreccio di percorsi educativi e “riabilitativi” tra gli assi valoriali (grimaldello per l’impianto di qualsiasi iniziativa edificante di riscatto morale e sociologico tout court) con quelli culturali non solo in termini di istruzione per l’autonomia personale, esistenziale e sociale, ma soprattutto a beneficio di una cultura dell’occupazione e del lavoro onesto, anche per lottare contro varie forme di “depressione” vittimistica e di oggettivo scoraggiamento degli abitanti delle fasce deboli e dei gruppi–bersaglio, condizionata fortemente dalla convinzione che l’istruzione sia inutile, perché non è un mezzo di sostentamento economico, ossia è considerata un lusso spettante solo a chi ha un reddito fisso o “idilliache” situazioni familiari.
E questo anche per l’assoluta mancanza di una benché minima prospettiva, per tali finalità in tal senso, assunta da chi di competenza nella compagine locale, ossia a cui spettano iniziative per contrastare e combattere le attività criminali e illegali di varia entità, con prassi di espletamento immediato per implementare la politica del connubio: istruzione e formazione con acquisizione di abilità e di competenze professionalizzanti, in tempi brevi, per un lavoro diretto, con occupazione immediata soprattutto nel campo di quei mestieri e quelle professioni di matrice artigianale o tecnica in settori specifici, ossia le nobili arti che stanno scomparendo, battendosi da tempo per istituzionalizzare in aree fortemente a rischio come Scampia, secondo modalità tipo “Piano Marshall”, scuole professionalizzanti con percorsi ad intreccio o in raccordo con il segmento delle scuole secondarie di I e II grado, soprattutto per il biennio ai fini dell’obbligo scolastico, come contempla la legge vigente. E quest’Istituzione scolastica da tempo nei pubblici dibattiti, a livello della filiera istituzionale, ma anche con scelte decisionali precise interne, ad esempio progettualità PON FSE, soprattutto F3, propone tentativi di soluzioni ad hoc per fronteggiare i fenomeni malavitosi che in larga parte incidono negativamente sulla vita scolastica, e non solo, degli allievi provenienti dalle fasce più deboli.
L’I.C. X “Ilaria Alpi - Carlo Levi”, quindi, ancor più per i suoi doveri di prima agenzia educativa e formativa, persegue la sua politica scolastica di inclusione e di integrazione in quanto forza attiva generante tante opportunità formative per l’utenza di questo quartiere, polo catalizzatore di energie professionali interne e territoriali attraverso tante progettualità e iniziative oltre al solo circuito dell’istruzione.
Si puntualizza che, dal 1° settembre 2015, il CTP nei segmenti di Istruzione degli Adulti.
1) presso la sede centrale del plesso “ Alpi- Levi”;
2) presso la sede carceraria del Penitenziario di Secondigliano,
è confluito nel CPIA “M. Bassi”, continuando, però, entrambi i segmenti, ad essere ancora sedi associate, in quanto sono stati riconosciuti punti di erogazione di un servizio non solo scolastico, ma socio-culturale tout court di innegabile importanza ai fini di una politica di lifelong learning sul territorio.

 

OBIETTIVI DELLA MISSION

  • Elaborazione di politiche di accoglienza, di sostegno, di inclusione, di integrazione per ogni target di allievi relativamente ai bisogni formativi di ciascuno, dalla fasce più deboli a livello socio-economico e culturalmente deprivate, a quelle più svantaggiate anche per deficit di apprendimento, o altre facoltà compromesse, o altri limiti prestazionali, a quelle di eccellenza per i risultati scolastici conseguiti;
  • Strutturazione, ai fini della realizzazione del sé in ambito socio-scolastico e il successo formativo, percorsi di istruzione e di educazione ad hoc (recupero, consolidamento, sviluppo delle abilità multiple, con prassi metodologiche avvalentesi di tutte le strumentazioni multimediali, da quelle tradizionali di più immediata fruizione a quelle tecnologiche, nel rispetto dei ritmi e degli stili di apprendimento, dei livelli pregressi, cognitivi e operativi, mediante interventi didattico-educativi generalizzati e/o differenziati, individualizzati e/o personalizzati, allo scopo di favorire e garantire, a conclusione del I ciclo d’istruzione, autonomia personale e sociale irrealizzabili al di fuori dell’autonomia culturale;
  • Conversione, mediante un Curricolo verticale strutturato per competenze, di capacità, di abilità in competenze scolastiche ad ampio raggio secondo le competenze chiave dell’apprendimento permanente, pur in coerenza con le peculiarità individuali e culturali di ciascun alunno, capitalizzabili sia in un contesto socio-esistenziale personale, sia ai fini del proseguimento degli studi del II ciclo dell’istruzione, e dell’elaborazione del proprio progetto di lavoro per il futuro;
  • Consolidamento, fino alla determinazione di un vero e proprio sistema di riferimento, dei percorsi di orientamento formativo tout court, ossia che, muovendo dal riconoscimento della propria peculiare identità, radichi le scelte esistenziali come persona, quelle socio-familiari come cittadini, quelle preprofessionalizzanti come futuri lavoratori, ad istanze concrete per progetti di vita multipla nell’ottica del lifelong, del lifewide learning;
  • BES TERZA FASCIA COMPRESI I ROM MA PURE ECCELLENZE;
  • LOTTA A EVASIONE SCOLASTICA, LAVORO MINORILE;
  • DIFESA DEI ROM DIRITTI CONTRO SFRUTTAMENTO;
  • PARI OPPORTUNITA’ NEL RISPETTO ETNIA, PROVENIENZA SOCIALE DE
  • CULTURA DIRITTI E DOVERI E PRATICHE DI LEGALITA’ CONTRO OGNI FORMA DI DEVIANZA CHE HANNO CAUSATO NOMEA DEL QUARTIERE ATTEGGIAMENTI DI SPAVALDERIA E DI SOPRAFFAZIONE DELL’ALTRO;
  • AZIONI MIRATE PER CONTRASTO BULLISMO, CYBERBULLISMO ECC..;
  • VALORIZZAZIONE TALENTI PRE-PROFESSIONALIZZANTI;
  • CULTURA DEL LAVORO ONESTO;
     

LINEE PEDAGOGICHE E DIDATTICHE

Le nostre linee pedagogiche e didattiche seguono un DECALOGO imprescindibile e inalienabile, a cui tutti i membri della comunità scolastica devono attenersi:

  • Ogni alunno è accolto in un clima sereno, di fiducia e di stima, che rispetta le sue esigenze affettive e culturali;
  • La scuola e la famiglia sono tenute a collaborare per l’educazione dei ragazzi, anche in base al Patto di Corresponsabilità Educativa;
  • La socializzazione è favorita, in quanto intesa come reciproco scambio di conoscenze e quale utilissima esperienza di vita democratica;
  • Le regole di convivenza e comportamento della scuola sono fondamentali per garantire ottimali condizioni di lavoro;
  • Ogni insegnante è tenuto a contribuire all’acquisizione di quelle competenze trasversali, tese alla maturazione sociale della persona;
  • La programmazione deve essere fondata sulla gradualità degli obiettivi, tenendo conto delle indicazioni nazionali, contesto socioculturale, delle potenzialità e dei tempi di apprendimento individuali, nonché delle risorse disponibili;
  • Il controllo degli apprendimenti avviene con scadenze, strumenti e valutazioni tali da consentire l’autovalutazione per l’alunno, ma anche per il docente, che può modificare i propri interventi;
  • Le attività integrative hanno lo scopo di recuperare, consolidare e potenziare gli interventi curricolari;
  • Lo studio a casa o in classe è diretto all’acquisizione di un metodo di lavoro autonomo e alla formazione di prerequisiti validi per le conoscenze successive;
  • Ogni azione scolastica si organizza e si realizza mediante specifici obiettivi trasversali comuni a tutte le discipline inerenti sia all’area socio–affettiva, che all’area cognitiva.

 

 

LA CENTRALITÀ DELL’ALUNNO ALLA BASE DELL’OFFERTA FORMATIVA

 

 

 

 

IL CURRICOLO D’ISTITUTO


Finalità Educative
Sulla base di tali premesse nasce l’esigenza, da parte del Collegio Docenti, di evidenziare i principi ispiratori del POF della scuola per motivare ed esplicitare le scelte pedagogiche, metodologiche, didattiche ed organizzative, in coerenza con gli orientamenti delle Indicazioni Nazionali per il Curricolo verticale.

Centralità della persona
L’alunno con i suoi tempi, modi e ritmi di apprendimento viene considerato il centro dell'azione educativa attorno a cui far ruotare tutte le scelte organizzative e metodologiche della scuola.
La personalizzazione assume, dunque, un ruolo importante nella promozione dell’educazione integrale della personalità degli allievi. Condizione indispensabile per lo sviluppo della personalità di ognuno è la formazione e la promozione della classe come gruppo, gestendo con accuratezza gli inevitabili conflitti indotti dalla socializzazione.
Un’attenzione particolare viene rivolta anche alle curiosità e agli interessi di cui ogni bambino è portatore. Essi vengono considerati un valido patrimonio conoscitivo ed esperienziale da cui partire per guidare gradualmente gli alunni ad impossessarsi di strumenti che li mettano in condizione di divenire protagonisti della loro vita presente e futura. E, quindi, importante la mediazione didattica, svolta dai docenti per il riconoscimento e la valorizzazione dei potenziali di apprendimento di ciascuno che si traduce in un atteggiamento di continua ricerca e innovazione nell’ambito metodologico e didattico.

Continuità
Il “valore” della continuità nasce dall’esigenza fondamentale di garantire il diritto dell’alunno ad un percorso formativo organico e completo che tende a promuovere uno sviluppo articolato e multidimensionale della persona, la quale, pur nei cambiamenti della crescita e nelle diverse istituzioni scolastiche, costruisce la sua identità. Una buona azione educativa richiede un progetto formativo continuo, che si proponga anche di prevenire le difficoltà che si riscontrano specialmente nei passaggi tra i diversi ordini di scuola. Tra i docenti della Scuola Primaria e quelli della Scuola dell’Infanzia avviene un passaggio di dati necessari per la conoscenza dei nuovi alunni e la formazione delle classi prime. La stessa attenzione viene posta anche per gli alunni in uscita iscritti alle scuole secondarie di primo grado.

Operatività
L’apprendimento è l’esito di una costruzione attiva e partecipata e l’attività laboratoriale è una risposta a tale esigenza. Essa non è solo intesa come attività svolta in un luogo specifico preposto, ma come modalità di lavoro che stimola l’interesse del bambino.

Per una nuova cittadinanza
Verticale ed orizzontale è la doppia linea formativa che persegue la scuola d’oggi. Esigenza di impostare le basi per una formazione che duri per tutto l’arco della vita (verticale) e quella della collaborazione fra a scuola ed in primo luogo la famiglia. L’obiettivo fondamentale è di riuscire a rendere lo studente capace e consapevole di effettuare scelte autonome e aggiungendo al compito della scuola “dell’insegnare ad apprendere” quello “dell’insegnare ad essere”.

Condivisione
La condivisione è necessaria per realizzare una scuola intorno alla quale costruire il sostegno e la piena collaborazione di tutti gli operatori scolastici e delle famiglie rendendo possibile un’apertura al territorio con tutte le sue potenzialità sociali, culturali, economiche e ambientali.
Nella scuola ogni percorso di apprendimento è al tempo stesso un percorso di crescita e di maturazione personale. I due aspetti sono interagenti, l’apprendimento favorisce la crescita e viceversa. Occorre, dunque, organizzare la proposta della scuola tenendo conto delle due dimensioni: la dimensione didattica, attenta allo sviluppo di conoscenze e di abilità attinenti ai saperi delle discipline; la dimensione educativa, interessata all’acquisizione di un sistema di competenze personali, alla maturazione globale dell’alunno, al consolidamento di comportamenti e di atteggiamenti positivi, allo sviluppo dell’autonomia e del senso di responsabilità.


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