La Scuola

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Il Complesso Scolastico "Alpi- Levi” è costituito da 8 plessi, di cui 2 della S.S. di I grado; la SEDE CENTRALE è situata in via Bakù, lotto 4/Q, mentre la SEDE SUCCURSALE, sita in Via A. Labriola, lotto 1/N, presenta un edificio suddiviso ospitante la scuola primaria, la scuola media inferiore e l’I.T.I.S. “GALILEO FERRARIS”.
Il comparto Infanzia-Primaria della scuola “Alpi-Levi” è costituito da 6 plessi che accolgono al loro interno tre scuole dell’infanzia e tre scuole primarie.
Nello specifico, i plessi sono così denominati e siti ognuno nelle zone di seguito indicate:

  • Complesso “ILARIA ALPI” in Via della Resistenza, lotto 19/Q, che presenta un edificio di SCUOLA DELL’INFANZIA e uno di SCUOLA PRIMARIA;
  • Plesso “GIORDANO BRUNO” in Via A. Labriola, lotto 1/ N;
  • Scuola dell’Infanzia “ALBERTO MANZI” in Via Bakù, che presenta tre sezioni alloggiate in un edificio ampio e luminoso circondato da un giardino;
  • Complesso “TOMMASO CAMPANELLA” in Via Bakù, che consta di un unico edificio ospitante al suo interno la SCUOLA DELL’INFANZIA (al piano terra) e la SCUOLA PRIMARIA (al primo piano).
 

IDENTITÀ DELLA NOSTRA SCUOLA
L’ISTITUTO E IL TERRITORIO

L'Istituto, con i rispettivi plessi, è ubicato a Scampia, che è un quartiere di Napoli, situato nell’estrema periferia nord della città.
Costruito a cavallo della seconda metà del Novecento, Scampia confina a sud con i quartieri Piscinola e Miano, a sud-est col quartiere Secondigliano ad est col comune di Arzano; a nord coi comuni di Casandrino e di Melito di Napoli e ad ovest col comune di Mugnano di Napoli.
Oltre l’80% dei suoi edifici risale al ventennio ‘70–’90, quando il quartiere fu costituito come 21ª circoscrizione di Napoli. Dal 2006 Scampia fa parte della VIII Municipalità del Comune di Napoli insieme ai quartieri limitrofi di Piscinola–Marianella e Chiaiano.
Alcune realizzazioni edilizie, oggi discusse, furono edificate in momenti di piena emergenza post–terremoto: le cosiddette zone 167. Non tutte le persone in stato di emergenza alle quali furono concesse le abitazioni lo erano per le recenti cause sismiche, ma raccoglievano il malcontento causato dall’esplosione di abusivismo edilizio avutosi a Napoli a partire dagli anni ‘60. Tali immobili sarebbero poi diventati tristemente famosi col nome di "Vele". È uno dei quartieri più popolosi della città, nonostante il numero di residenti vada visto pesantemente al rialzo per via delle occupazioni abusive, non registrate all’anagrafe del Comune di Napoli e che secondo alcune stime raggiungono l’ordine delle migliaia di unità. Tali occupazioni abusive interessano finanche gli scantinati e i ballatoi. A Scampia c’è uno dei tassi di disoccupazione più alti d’Italia, pari al 50%-75% della popolazione attiva. Questa alta percentuale di disoccupazione genera un alto tasso di criminalità e di devianza minorili, problemi che l’Alpi-Levi fronteggia quotidianamente con percorsi didattico-educativi ad hoc.
 
 
ANALISI DEL CONTESTO E DEI BISOGNI FORMATIVI RISPETTO AL TERRITORIO DI RIFERIMENTO
 
La complessa fisionomia compositiva di quest’Istituto, unico modello sul territorio di presa in carico di intere famiglie per le esigenze formative di varie fasce di età e di vari target di alunni frequentanti, testimonia non solo l’”affascinante” complessità di Scampia, al di là del prototipo monolitico connotativo di tante negative e gravi peculiarità, foraggiato ancor più dai serial mediatici di attualità, ma focalizza anche le responsabilità di quest’Istituzione scolastica di ottemperare al suo mandato istituzionale e costituzionale tout court nel coniugare tutte le istanze di formazione (istruzione, educazione ai diritti e ai doveri, cultura del lavoro) con interventi pragmatici che catalizzino sia le ricche energie positive della popolazione scolastica, quelle “oneste”, eticamente sane, con punte di eccellenza nei risultati scolastici, quelle che, pur in contesti socio-economici deprivati, riconoscono nella scuola un’ancora di salvezza, sia di quelle deviate e devianti, da convertire dal male al bene comune, con potenzialità inibite, compromesse da canalizzare in percorsi formativi riabilitativi e inclusivi nella società civile. Scuola interculturale e intergenerazionale, ha quale valore aggiunto una massiccia presenza di allievi Rom, destinatari di tante opportunità di inclusione e di integrazione. A parte una minoranza di alunni provenienti dai parchi, più seguiti dalle famiglie e che, pur con tanti sacrifici economici, vista la precarietà occupazionale diffusa, investono nella scuola per un futuro migliore per i figli, è rilevante, per le fasce più deboli e i gruppi-bersaglio, una persistente indigenza fino a punte estreme di povertà con relative, varie scelte di vita: dalle attività illecite fino alle “estreme” conseguenze, all’arte di “arrangiarsi” in mansioni improvvisate, al lavoro precario e saltuario, con richieste di “aiuto” anche alla scuola stessa. Spesso l’indigenza è aggravata anche da povertà valoriale e culturale, ponendo in una scala di mete da raggiungere il mero possesso di beni voluttuari e sfarzi vari da parata, da procurarsi comunque, anche con debiti, ma non per i libri o altro sussidio scolastico.
Alto è il tasso di xenofobia per gli allievi e le famiglie Rom (non tanto da parte degli alunni), sia per pregiudizi e luoghi comuni, sia perché non è semplice rimuovere gli aspetti più deleteri della loro cultura ai fini di una mentalità della società civile, soprattutto, anche se non per tutti, mandare i figli a scuola per istruirli. Gli allievi Rom spesso sono inseriti in percorsi non regolari di studio, per l’età avanzata, con vari deficit di alfabetizzazione e di abilità di base. Tutti questi aspetti sono determinanti e influiscono negativamente sui processi apprenditivi e comportamentali socio-scolastici di tutte le tipologie di allievi di cui sopra.
Per quanto riguarda le tante energie del territorio, al di là delle naturali differenze di approccio, per la peculiarità del loro contributo specialistico, vi è un filo conduttore che unisce le risposte di questi attori territoriali e che coadiuvano quest’Istituto ad espletare il suo mandato istituzionale e istituzionale, per cui una scuola del I ciclo è chiamata a garantire, oltre ad un’adeguata preparazione di base, quelle che in letteratura vengono chiamate soft skills, cioè abilità e competenze soft, legate non all’esecuzione di compiti codificati o specifici, quanto all’approccio, all’atteggiamento, alla impostazione di compiti e attività che le più diverse situazioni di vita e di lavoro propongono.
Abilità e competenze uguali da conseguire sia per i docenti, sia per gli alunni, per cui nel triennio sono innestati tra loro gli interventi di ricerca-formazione-ricercazione:
  • flessibilità, la capacità di aprire la mente per cogliere le opportunità e trasformare i problemi in risorse
  • capacità decisionale, di scegliere e di rispondere anche con rapidità agli stimoli positivi e negativi
  • creatività, la capacità di utilizzare il pensiero divergente, assumere punti di vista non scontati, pensare a soluzioni alternative
  • capacità di “fare rete”, di tessere relazioni su piani diversi, di mettersi in gioco entro processi sinergici
  • capacità di organizzazione, di gestire in modo razionale, consapevole, “progettato” e programmato il proprio tempo, le proprie risorse, la soluzione delle proprie criticità, la risposta ai propri bisogni
  • capacità di lavorare in gruppo, di collaborare in vista di un obiettivo comune, di riconoscere il valore dell’altro, di assumere il proprio ruolo e rispettare quello degli altri, di gestire il contrasto e il conflitto, di creare innovazione attraverso lo scambio del know how.
 

L’ALPI - LEVI
LA SCUOLA “PIU’ ANTICA”
LA SCUOLA “STORICA” DI SCAMPIA

 

LA STORIA DEL NOSTRO ISTITUTO

L’Istituto, che si staglia proprio nel cuore di Scampia, la scuola più antica e storica di Scampia, nata alla fine degli anni ’70 con la denominazione di SMS “Virgilio II”, in quanto la Virgilio I risiede nel quartiere Monte Rosa, prima chiesa del quartiere e unico luogo di aggregazione per eventi ricreativi e riunioni condominiali, grazie al suo teatro, da sempre il più grande di tutte le altre Istituzioni scolastiche di Scampia, e poi di “Carlo Levi” con il recente accorpamento per dimensionamento con il C.D. “X Alpi-Levi”, è diventato, nell’arco di un decennio a cavallo tra gli anni ’70 e ’80, un colosso megapolo d’istruzione abbracciante vari lotti e zone del quartiere Scampia con ben tre succursali, da cui, successivamente, si sono generati:
  1. dalla Sede succursale A, il Liceo “Elsa Morante";
  2. dalla Sede succursale B, l’attuale sede “Giordano Bruno” del comparto Scuola Secondaria di I grado
  3. dalla Sede succursale C, l’attuale I.C. “Virgilio IV”
L’Alpi-Levi è stato da sempre il faro luminoso di un porto di mare per Scampia, per tutti i percorsi formativi per tutti, per tutte le età, dall’Infanzia al CTP, una bussola permanente per orientarsi non solo per esigenze di istruzione e formazione tout court, ma anche per ricevere accoglienza permanente a favore di tutte le categorie sociali di utenza, gruppi bersaglio e non, senza alcuna discriminazione, ed essere, pertanto, una bussola per lo smistamento rispetto ad altri beni e servizi del territorio.
L’Istituto Comprensivo Statale X “Ilaria Alpi – Carlo Levi” di Scampia, Napoli, nasce il I settembre 2013 e si compone di ben tre segmenti:
  1. Scuola dell’Infanzia;
  2. Scuola Primaria;
  3. Scuola Secondaria di I grado;
       ma fino al 31 agosto 2015 è stata
  4. Scuola che ha riunito in sé due segmenti di Istruzione degli Adulti:
       A) presso la Sede centrale del plesso “C. Levi”;
       B) presso la Sede carceraria del Penitenziario di Secondigliano,
confluiti nel CPIA NA1 “Melissa Bassi” di Scampia, continuando, però, entrambi i segmenti, ad essere ancora sedi associate, in quanto sono stati riconosciuti punti di erogazione di un servizio non solo scolastico, ma socio-culturale tout court di innegabile importanza ai fini di una politica di lifelong learning sul territorio.
 
L’IC “Alpi-Levi”, quindi, ancor più per i suoi doveri di prima agenzia educativa e formativa, persegue la sua politica scolastica di inclusione e di integrazione in quanto forza attiva generante tante opportunità formative per l’utenza di questo quartiere, polo catalizzatore di energie professionali interne e territoriali attraverso tante progettualità e iniziative oltre al solo circuito dell’istruzione.
Pertanto, per etica professionale, in quanto molti utenti sono genitori, fratelli o parenti dei nostri allievi, si sta continuando la politica di coinvolgimento scolastico di interi gruppi familiari, con le varie opportunità di formazione anche preprofessionalizzanti, non saranno mai considerati questi due segmenti “persi” a livello ordinamentale, giammai, ma “rami staccati”, ma radici che si estendono per meglio impiantarsi e garantire, con rami ancor più folti, più foglie e più frutti, a beneficio dell’intera comunità scolastica, perché ormai, dopo tanti anni, fanno parte del DNA istituzionale di questa scuola, con allievi in età scolare con problematiche complesse (allievi di etnia ROM, circa 200 iscritti), allievi che si distinguono o per livelli di ottima scolarizzazione con relative per fenomeni di devianza minorile, elevato numero di allievi diversabili e una popolazione scolastica che levita in itinere rispetto all’inizio dell’anno scolastico per i continui cambi di domicilio, ma anche di allievi che proseguendo studi liceali o di altri indirizzi di studio giungono al conseguimento del diploma e taluni anche alla laurea, con sistemazione lavorativa stabile.
Ciò rende quest’Istituzione scolastica di Scampia una scuola super specializzata, un’enorme risorsa di persone competenti, di strutture, di laboratori, di opportunità formative per tutte le età. La fisionomia socio-economico-culturale degli allievi è variegata ed eterogenea, in quanto l’utenza riflette le diverse aree di provenienza che costituiscono la peculiarità polimorfa di Scampia: le Vele, i caseggiati popolari TA e TB, le case-scatolette dei Puffi (il famigerato Lotto P), la “Cianfa” di cavallo per la sua conformazione tipica, i ben noti “Sette palazzi” e il Lotto G, il Parco dei Postali, ma anche parchi organizzati come vere e proprie zone residenziali.
Questo, pertanto, così come è stato strutturato, si sposa felicemente con le istanze della politica scolastica dell’inclusività e del successo formativo, da noi perseguiti, ottemperando in un tempo ad esigenze formative molteplici, a fornire un servizio di supporto e sostegno scolastico ancora più incisivo, perché più dilatato nel tempo rispetto al consueto tempo scolastico, ma soprattutto per indirizzare gli alunni più a rischio o borderline a percorsi preprofessionalizzanti erso nobili mestieri da intessere a percorsi scolastici “disciplinari” per sviluppare una forte motivazione apprendendo con l’agire a livello laboratoriale, anche in vista di un guadagno immediato e in proiezione di un’occupazione lavorativa nel futuro.
 
Inoltre, altro valore aggiunto e “ricchezza” della pluridentità socio-etnica di questa megacomunità scolastica, è la presenza massiccia degli alunni di etnia Rom, provenienti dalla Serbia, dalla Macedonia, dalla Romania, in maggioranza, ma anche dalla Croazia, con culture, stili di vita e tradizioni molto diverse tra loro. L’aspetto ancor più problematico è quello relativo alle condizioni di molti allievi Rom di II e III generazione che risultano “apolidi”, ossia non conoscono la propria patria di provenienza.

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